Estendere lo sguardo fino alla sinestesia

Col recente articolo del nostro direttore, che ci racconta in maniera appassionata e consapevole un’esperienza non prettamente fotografica attraverso la recensione del film Hammamet, il Magazine inaugura una nuova stagione di contenuti che, pur mantenendo ed ereditando il fuoco principale sulla cultura fotografica, cercherà di esplorare percorsi estetici differenti che passano per il cinema, la musica, la pittura ed in definitiva le arti espressive che tocchino le nostre sensibilità.

Negli ultimi anni abbiamo sperimentato una crescita personale nell’interpretazione artistica, specialmente fotografica, grazie a tutti coloro che hanno voluto prestare la voce e la penna al progetto di Discorsi Fotografici ed il fermento che tale crescita produce, inevitabilmente, dà origine al desiderio di esplorare altre forme e coinvolgere personalità di spicco nei mondi artistici attigui a quello della pittura con la luce.

Non un cambio di rotta ma piuttosto un volgere uno sguardo anche al di là dei confini conosciuti, nella speranza di vivere nuove emozioni di scoperta attraverso le parole di chi abita e conosce bene queste terre differenti. Nuovi ospiti e nuovi percorsi si dipaneranno su queste pagine dai prossimi giorni, continuando a parlare sicuramente di fotografia e cercando di abbracciare con lo sguardo emotivo altre fonti di cultura e sensazione.

Sinestesia o Panestesia, chi scrive non conosce sufficientemente il greco antico per poter dirimere i significati ed assegnare quello più appropriato al contesto, l’augurio che facciamo sia a noi che ai nostri lettori è quello di riuscire a sperimentare, con sensi rinnovati, il più ampio ventaglio di emozioni ogni qualvolta ci si trovi di fronte ad un’opera del genio artistico.