Walter Rosenblum: “Il Mondo e la Tenerezza” al Centro Culturale di Milano

Nella mia filosofia, il senso della vita deriva dalle persone che si sono conosciute e amate, che rendono la vita inesauribile nella sua ricchezza – Walter Rosenblum

Il Mondo e la Tenerezza è il titolo di una grande retrospettiva internazionale dedicata a Walter Rosenblum, allestita al Centro Culturale di Milano. La mostra presenta oltre 110 fotografie vintage, realizzate tra il 1938 e il 1990, molte delle quali esposte per la prima volta in Italia. La mostra e’ curata da Roberto Mutti e prodotta da SUAZES, in collaborazione con il Comune di Milano.

Walter Rosenblum è stato una figura cardine della fotografia del XX secolo. Nato a New York nel 1919 da una famiglia di immigrati, crebbe nel Lower East Side, un’esperienza che influenzò profondamente il suo approccio al linguaggio documentario. Da adolescente entrò a far parte della Photo League di New York, dove conobbe Paul Strand – tra i fondatori insieme a Berenice Abbott – e Lewis Hine. Le loro idee e il loro esempio segnarono in modo decisivo la sua visione fotografica. Nel tempo, alla Photo League aderirono anche Eugene Smith, Robert Frank, Helen Levitt, Ruth Orkin, Dorothea Lange, Aaron Siskind, Rudy Burckhardt, Lisette Model, Fred Stein, Sid Grossman, Arthur Leipzig e Weegee. Fu in quel contesto che si definirono le molteplici direzioni del reportage umanistico.

L’influenza di Hine è chiaramente percepibile nel lavoro di Rosenblum, attento alle questioni sociali e alle comunità operaie. Da Strand, suo mentore e poi amico inseparabile (un bellissimo ritratto è presente in mostra), ereditò la composizione rigorosa e l’impegno civile, che divennero il tratto distintivo del suo sguardo umanista. Tutti e tre condividevano la convinzione che la fotografia dovesse essere uno strumento di consapevolezza sociale e di rispetto per le persone comuni: lavoratori, immigrati, bambini. L’ordinario veniva raccontato con empatia, mai con sensazionalismo.

La Photo League divenne per Rosenblum una vera e propria casa. Ne fu in seguito uno dei protagonisti, ricoprendo il ruolo di Presidente del Comitato Espositivo e di direttore della rivista Photo Notes, fino allo scioglimento forzato del collettivo nel 1952, travolto dalla repressione maccartista.

Durante la Seconda guerra mondiale, Rosenblum prestò servizio nel corpo fotografico dell’esercito statunitense, sbarcando a Omaha Beach durante il D-Day e seguendo poi l’avanzata alleata in Francia, Germania e Austria. Fu tra i primi a filmare le immagini del campo di concentramento di Dachau. È considerato uno dei fotografi più decorati del conflitto, insignito della Silver Star, Bronze Star, di cinque Battle Stars, del Purple Heart e della Presidential Unit Citation. Il Simon Wiesenthal Center lo ha onorato come liberatore di Dachau.

La mostra, visitabile fino al 17 febbraio 2026, si articola in sette sezioni, dedicate ai principali temi affrontati da Rosenblum nel corso della sua carriera: la vita delle comunità di immigrati del Lower East Side di Manhattan, la Seconda guerra mondiale, i rifugiati della guerra civile spagnola nei campi francesi, la quotidianità di Haiti, l’Europa del dopoguerra, East Harlem e le generazioni del South Bronx.


Come sottolinea Camillo Fornasieri, Direttore del Centro Culturale di Milano:

Rosenblum era a sua volta figlio di immigrati ebrei romeni, poveri e accolti all’inizio del secolo. Usava la fotografia per esprimere la dignità dell’essere umano, per raccontare l’uomo che vive, la sua appartenenza – mai semplici vittime, ma un’umanità che sopravvive intatta nonostante le circostanze avverse. La fotografia li riconsegna come protagonisti reali e sconosciuti della vita, eroi umani delle contraddizioni della convivenza.”

Accanto alla sua lunga carriera di fotografo, durata oltre cinquant’anni, Rosenblum ha svolto anche una lunga attivita’ di insegnamento, in particolare al Brooklyn College, alla Yale Summer School of Art e in altre istituzioni negli Stati Uniti e all’estero, influenzando generazioni di fotografi e contribuendo alla diffusione della fotografia del dopoguerra. 

Insieme alla moglie, la celebre storica della fotografia Naomi Rosenblum, curò importanti mostre internazionali, tra cui la retrospettiva dedicata a Lewis Hine. Nel 1999, l’International Center of Photography di New York ha conferito a Walter e Naomi Rosenblum l’Infinity Award for Lifetime Achievement.

La mostra è accompagnata dal catalogo pubblicato da Silvana Editoriale, a cura di Angelo Maggi dello IUAV di Venezia.

Per ulteriori informazioni: 

Centro Culturale di Milano- Largo Corsia dei Servi 4

www.centroculturaledimilano.it

02 86455162

Silvia Donà