La stagione d’oro di Fujifilm

Questa primavera sarà una stagione che Fujifilm ricorderà a lungo. Novità, primati e conferme arrivano a legittimare e consolidare un successo frutto di impegno, di progetti a lungo termine e di scelte spesso in controtendenza rispetto al mercato.

Nuovi arrivi

Per cominciare, parlando di novità, è trapelata in rete l’indicazione di fine maggio come data presunta di presentazione della quinta generazione delle fotocamere della serie X.
Fra le nuove macchine la più attesa dagli addetti ai lavori è sicuramente la Fujifilm H2, che andrebbe a sostituire la prima versione a più di 4 anni dalla sua presentazione.

Le indiscrezioni che circolano parlano di un nuovo modello in due versioni differenti. Una nominata H2, con risoluzione più elevata, ed una invece con risoluzione più vicina a quella delle fotocamere attuali, 26mpx, denominata H2S. Entrambe avranno uno schermo snodato e molto probabilmente saranno in grado di registrare video in formato 6K e 8K, fino ad arrivare nei formati 8K DCI e 8K UHD. Avranno funzionalità avanzate di messa a fuoco automatica e saranno in grado di scattare raffiche fino a 40 fotogrammi al secondo con l’otturatore elettronico.

Fujifilm X-H1

Queste funzionalità, richieste a grande voce dai fotografi, permetteranno a Fujifilm di entrare in seria concorrenza con Canon e Sony soprattutto nell’ambito video professionale.

Grandi aspettative, quindi, per una nuova fotocamera che dovrà riscattare le sorti non troppo positive della prima versione.

Pioggia di premi

Parlando di primati, sono ben due gli importanti riconoscimenti arrivati nelle ultime settimane per il marchio giapponese.

Nell’edizione 2022 del iF Design Award, considerato uno dei primi tre prestigiosi premi globali di design, sono ben 24 i prodotti Fujifilm che conquistano il podio, stabilendo così il suo record più alto. Il riconoscimento è stato ottenuto non solo per il grado di innovazione, ma anche per la qualità del design funzionale al raggiungimento di una eccellente operatività.

Inoltre nel Red Dot Design Award 2022, premio internazionale che riconosce non solo l’elevato grado di design e innovazione ma anche comprovate compatibilità ecologiche, Fujifilm colleziona 20 premi fra cui il “Product Design 2022” e il “Best of the Best Award” per le fotocamere GFX Large Format e per i dispositivi di imaging diagnostici a ultrasuoni.

A commento di questi premi, il comunicato stampa di Fujifilm riassume bene l’impegno verso un design che sia quanto più funzionale possibile: “Nello sviluppo di tutti i suoi prodotti e servizi, FUJIFILM non solo persegue la funzionalità e le prestazioni avanzate, ma si sforza anche di sviluppare un design che faccia emergere le caratteristiche proprie del prodotto. Fujifilm pone il design quale peculiarità necessaria allo sviluppo dei propri prodotti: design inteso come ricerca di bell’aspetto unito a massima operabilità per la facilità d’uso e il comfort, creando così nuovi prodotti di valore”.

Prova di forza

Ma la notizia più curiosa, perché inaspettata, è che Fujifilm, ad oggi, è il più grande produttore di fotocamere al mondo. Un successo che nasconde un paradosso: non è la vendita di macchine fotografiche digitali che determina questo predominio, ma piuttosto il segmento Instax, a registrare vendite fino ad oggi di oltre 50 milioni di unità.

Un breve salto nel secolo scorso ci ricorda che l’attività principale di Fujifilm è sempre stata la produzione di pellicole, ambito che ha raggiunto il suo apice intorno ai primi anni 2000. Proprio l’avvento dell’era dell’immagine digitale obbliga Fujifilm a rivedere i propri piani e ad operare una ristrutturazione aziendale concentrando gli investimenti soprattutto nel settore medico e sanitario.

Gli anni successivi si riveleranno particolarmente critici, tanto che nel 2009 Fujifilm registrerà una perdita di oltre il 90% del proprio mercato. I numeri parlano chiaro: le soluzioni di imaging che rappresentavano il 54% delle entrate nel 2001, crollano nel 2021 ad un misero 13%, mentre la divisione medica e sanitaria rappresenta oggi ben il 48%.

Fujifilm_asset

La differenza è più netta quando si analizza in profondità il rapporto fra ricavi e costi di produzione, che restituiscono la salute finanziaria di un’azienda. Rispettivamente il 9,5% per l’imaging ed il 65% per il medical. Risulta pertanto evidente di come Fujifilm si trovi ad avere le spalle coperte in ambito digital imaging grazie ai grandi ricavi della divisione medica e sanitaria.

L’ultima recente condivisione di Fujifilm dei propri risultati finanziari per l’anno fiscale 2021, risale a qualche giorno fa e descrive come le forti vendite di sistemi di foto istantanee e fotocamere digitali high end (essenzialmente il sistema GFX), hanno portato i ricavi ad incoraggiante aumento del 16,9%, corrispondente però ad un modesto 2,4% di ricavo operativo.

Istantaneo appeal

Il ritorno di fiamma della fotografia analogica ha sicuramente influito al successo e al consolidamento della fotografia istantanea, soprattutto fuori dal Giappone. Nel tempo Fujifilm ha saputo rivolgersi a diverse tipologie di utenti, dai giovanissimi fino agli adulti, costruendo col marchio Instax un mondo variegato di possibilità creative.

Alle prime rudimentali e giocose macchine automatiche Mini, si sono aggiunte poi le ultime e più evolute ibride Sq e Evo. Inoltre Fujifilm ha ampliato negli anni la varietà dei supporti, aggiungendo il formato Square ai già esistenti Mini e Wide. Non dimentichiamo poi le stampanti stand alone, che permettono di ottenere ottimi risultati con semplicità, collegate direttamente con lo smartphone.

Fujifilm_Instax_mini_Evo1

Il successo commerciale è inoltre alimentato da altre aziende che utilizzano le pellicole Fujifilm. Come Lomography che, oltre a numerosi modelli di macchine istantanee, ha progettato un dorso per banco ottico, il LomoGraflok 4×5 Instant Back, che utilizza il formato Instax Wide.

Infine, l’azzeccato coinvolgimento di fotografi professionisti che utilizzano la fotografia istantanea come principale mezzo di espressione, come ad esempio Maurizio Galimberti, ha fatto sì che questo tipo di fotografia venisse rivalutata anche in ambito artistico.

Nuove scommesse

Da sempre aperta all’ascolto dei suggerimenti da parte dei propri clienti, e forte di un consolidamento del proprio ruolo nel mercato fotografico, Fujifilm ha la possibilità di assestare un ulteriore colpo.

Con lungimiranza e coraggio potrebbe rendere felici gli utenti più avanzati e smaliziati che chiedono a gran voce una macchina istantanea con controlli manuali. Al pari di Polaroid, unico vero concorrente, che con il modello Now offre la possibilità di gestire la macchina in manuale con smartphone in bluethoot.

In ultimo, il sogno di molti fotografi sarebbe quello di poter tornare ad usare la mitica Fujifilm FP100C, pellicola peel-apart amata dagli artisti di tutto il mondo e uscita di produzione più di 8 anni fa.

Fujifilm_FP1_Pro

E perché non addirittura una 35mm analogica? D’altronde fu Fujifilm stessa, con la prima X100 nel 2010, a puntare ad una nicchia di pubblico, scelta rivelatasi vincente, che l’ha portata a ideare un modello diventato iconico.

Perciò, Fuji, contiamo su di te!

(tutte le immagini sono provenienti dal sito Fujifilm o da comunicati stampa arrivati in redazione)

Mirko Bonfanti