Marthe Lazarus: fotografia e memoria in mostra a Parigi

Marthe Lazarus è una fotografa, regista e artista visiva francese che vive e lavora ad Aubervilliers, nei pressi di Parigi. Ha cominciato a fotografare da bambina, realizzando i primi autoritratti e le prime immagini della sorella quando aveva otto o nove anni. Dopo gli studi a Sciences Po Paris e alla business school ESCP, ha lavorato nel settore cinematografico e nel 2004 ha realizzato Open Bar, un film fotografico ispirato a un’esperienza autobiografica. Tra il 2011 e il 2019 ha fondato e diretto La Boutique Éphémère, progetto di cui è stata direttrice artistica e fotografa. Negli ultimi anni ha approfondito la propria ricerca, presentando i suoi lavori in diversi spazi e festival francesi.

Dal 16 aprile al 5 settembre 2026 Mémoire Magnétique presenta a Parigi Photographs, una mostra personale dedicata a Marthe Lazarus. Ospitata alla Villa Vassilieff, nel quartiere di Montparnasse, l’esposizione riunisce circa quaranta lavori tra fotografie, collage, film fotografici e opere inedite, insieme alle autoedizioni del progetto TIME MACHINE. Accostando serie recenti e lavori precedenti, la mostra permette di seguire lo sviluppo della ricerca dell’artista nel corso degli anni.

Nel lavoro di Marthe Lazarus, la fotografia non è soltanto uno strumento di registrazione, ma una materia sulla quale è possibile tornare. La memoria non serve a conservare fedelmente il passato, ma a mostrarne le trasformazioni e le lacune. Le fotografie realizzate nel corso della sua vita non formano quindi un archivio ordinato e immutabile: l’artista può riprenderle anche a distanza di molti anni, sovrapporle, tagliarle e combinarle con altre immagini.

Autoritratti, ritratti di persone vicine, scene costruite e immagini raccolte su Internet vengono messi in relazione attraverso collage, montaggi, sequenze, film fotografici e pubblicazioni realizzate artigianalmente. Esperienze vissute, ricordi e immaginazione finiscono così per convivere all’interno dello stesso lavoro.

A questo proposito, Marthe Lazarus afferma: “Ho bisogno che le mie immagini siano attraversate da più strati, proprio come il nostro cervello è continuamente attraversato dai ricordi, dai pensieri e dalle immagini mentali’.

Il rapporto tra fotografia e memoria attraversa tutte le serie presentate in mostra, assumendo ogni volta una forma diversa. In Multiple, Marthe Lazarus utilizza l’autoritratto per interrogare la propria identità, mettendo in scena, moltiplicando e trasformando la sua figura. Già presentata nel 2007, la serie mostra come l’autoritratto e l’intervento sulle immagini siano presenti da tempo nel suo lavoro.

Haute Intensité è stata realizzata in seguito all’invasione russa dell’Ucraina nel febbraio 2022. Pur trovandosi lontana dal fronte, Marthe Lazarus racconta come le immagini della guerra abbiano modificato la sua percezione della casa, del giardino, degli oggetti quotidiani e delle persone vicine, facendo riaffiorare anche il ricordo dei conflitti che hanno segnato la sua famiglia e l’Europa nel corso del Novecento. La guerra non viene documentata direttamente. L’attenzione è rivolta alle tracce che la sua violenza lascia nella vita di chi la osserva da lontano.

La serie Cires nasce invece dalle fotografie realizzate durante una sera di Capodanno, in un ambiente illuminato da decine di candele. La cera che si scioglie e cola sui candelabri rende visibili il trascorrere del tempo e la trasformazione della materia. Little Big Sister è dedicata alla sorella della fotografa, uno dei suoi primi soggetti fin dall’infanzia. Le fotografie appartengono a periodi diversi e non seguono un ordine cronologico, ma avvicinano momenti e ricordi lontani tra loro.

La mostra comprende inoltre Transformations, un insieme di fotografie e collage provenienti da serie differenti e accomunati dalle sperimentazioni condotte dall’artista sui propri autoritratti.

A questi lavori si affiancano le autoedizioni di TIME MACHINE, un progetto in continua evoluzione il cui titolo richiama sia la fantascienza sia il sistema di backup sviluppato da Apple. Il punto di partenza è il rapporto tra memoria personale e archiviazione digitale: conserviamo un numero crescente di immagini, ma dedichiamo a ciascuna sempre meno tempo. Nelle pubblicazioni, stampate artigianalmente nel suo studio, Marthe Lazarus raccoglie e riorganizza parte di questo flusso visivo, creando nuove associazioni tra fotografie provenienti da fonti e contesti diversi.

Poste una accanto all’altra, le opere esposte a Mémoire Magnétique raccontano il lungo rapporto di Marthe Lazarus con la fotografia. Alcune immagini risalgono alla sua infanzia, altre sono recenti, ma nessuna è considerata definitivamente conclusa: l’artista può tornarvi, modificarla e inserirla in un nuovo racconto.

Mémoire Magnétique

Villa Vassilieff/ Chemin du Montparnasse
Entrata da 21 Avenue du Maine

Silvia Donà

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