Pellicole ritrovate: ILFORD FP4 PLUS 125

Pellicola in bianco e nero, media sensibilità, grana eccezionalmente fine. Stiamo parlando di ILFORD FP4 PLUS 125, uno dei rullini più utilizzati – e amati – tra gli appassionati di fotografia analogica. Sarà per la fama che la precede, oppure per la sua incredibile versatilità che la rende una pellicola ideale sia di interni che di esterni, una cosa è certa: ILFORD FP4 PLUS 125 è ormai un’istituzione, uno strumento che non può mai mancare nel laboratorio di un fotografo.

Inauguriamo dunque questa nuova rubrica di “Pellicole ritrovate” proprio con lei: per comprendere e analizzare al meglio tutte le sue caratteristiche, lo scorso weekend mi sono armata di macchina fotografica, zaino, scarponi e, approfittando della nitida e soleggiata giornata, mi sono avventurata sulle cime del Resegone per testarne le potenzialità.

Il suo punto forte è sicuramente la notevole latitudine di esposizione, che la rende una pellicola in grado di tollerare notevolmente gli errori di esposizione (sia sottoesposizioni che sovraesposizioni). Questo è sicuramente un grande vantaggio, soprattutto se decidiamo di fare una gita ma non siamo sicuri delle condizioni atmosferiche che troveremo al nostro arrivo, oppure se ci troviamo in una condizione dove è difficile stabilire la corretta esposizione. Entrambe situazioni in cui mi sono imbattuta durante la mia escursione, e che ho provato a riassumente nella foto sottostante. Cielo bianchissimo, montagna nera. La domanda che affligge è: dove puntare l’esposimetro? In questo – e in numerosissimi altri casi – optare per una pellicola con notevole latitudine di esposizione può essere una scelta strategica per contenere l’errore e ottenere un risultato più che soddisfacente.

© Chiara Cagnan

Grazie alla sua grana finissima e all’elevato potere di risoluzione, la pellicola ILFORD FP4 PLUS 125, permette di ottenere immagini di altissima qualità anche a gradi d’ingrandimento spinti. È ottima la resa dei dettagli e la nitidezza, anche se i contorni tendono a mantenere una certa morbidezza, tratto che alcuni considerano un punto a favore, mentre altri considerano un difetto. Nella fotografia seguente possiamo osservare entrambe le caratteristiche: l’alpinista, in cima alla montagna, appare estremamente nitido e definito, così come le creste del sentiero a lui sottostante. Al contrario, i contorni delle montagne circostanti risultano nebulosi, indefiniti, morbidi, conferendo un senso di dispersione e vacuità.

© Chiara Cagnan

Altra caratteristica interessante è la scala tonale estremamente ampia, che rende le ombre aperte e piene di dettagli, e i contrasti deboli e poco accennati. Come possiamo vedere in questa foto, la ricchezza di particolari e sfumature presenti sulla facciata della montagna è pressoché infinita; mentre il contrasto con il bosco sottostante, benché netto, è comunque mitigato e ben si inserisce nel quadro della fotografia, senza creare elementi netti di distacco.

© Chiara Cagnan

Nonostante io l’abbia scelta per una escursione nella natura, ILFORD FP4 PLUS 125 si presenta come una pellicola adatta pressoché a qualsiasi genere di fotografia: dalla street, al ritratto, perfino a quella scientifica, industriale e di architettura.

In queste fotografie la potete vedere sviluppata in Rodinal con diluzione 1+50 per 9 minuti a 20 gradi, ma è compatibile con tutti i principali sistemi di trattamento, compresi quelli che impiegano brevi tempi di lavaggio e di fissaggio. 

Per fornirvi qualche dettaglio tecnico, la pellicola in formato da 35mm è rivestita su una base di acetato da 0.125mm/5-mil ed è disponibile in 24 o 36 pose. Viceversa nei formati 120 e 220mm, la pellicola è rivestita su una base di acetato chiaro da 0.110mm/4-mil con uno strato anti-alo che viene rimosso durante lo sviluppo.

Infine, il suo prezzo altamente competitivo (analogo a quello di una ILFORD HP5 PLUS 400) e la facilità di reperimento sul mercato, fanno di lei l’opzione più gettonata tra tutti gli amatori di fotografia analogica.

Se ancora non vi ho convinto a provare questa magnifica pellicola, vi invito a proseguire qui di seguito, dove potete vedere qualche ulteriore scatto.

Chiara Cagnan

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