Bilderatlas di Aby Warburg in mostra a Berlino

Presso la Haus der Kulturen der Welt (HKW) di Berlino si è inaugurata la storica mostra dal titolo Aby Warburg: Bilderatlas Mnemosyne – The Original. Curata da Roberto Ohrt e Axel Heil in collaborazione con il Warburg Institute, dal 4 settembre al 30 novembre 2020 è possibile ammirare l’ultima versione documentata dell’Atlante di immagini del 1929, restaurata utilizzando quasi completamente le immagini originali.

I curatori hanno individuato 971 immagini tra i 400.000 oggetti della collezione fotografica dell’Istituto, riuscendo a ricomporre tutti i 63 pannelli dell’opera di Warburg, per la prima volta dalla sua morte.

Intitolato a Mnemosyne, dea della memoria e madre delle Muse, l’Atlante è l’eredità più originale e rappresentativa delle ricerche di Warburg, rimasto purtroppo incompiuto a causa della scomparsa dello stesso studioso tedesco.

Aby Warburg, Naples, May 1929, Photo: The Warburg Institute

Nato ad Amburgo nel 1866 da una famiglia ebrea di banchieri, fin dall’università il suo interesse si concentra sulla storia dell’arte, l’archeologia, l’antropologia e la storia delle religioni.
L’impegno di Warburg per l’arte si evolve presto in una estesa indagine sulla cultura occidentale, prendendo in esame sia i contesti storici e culturali, sia le fonti iconografiche e letterarie della genesi delle opere.
A Firenze approfondisce le possibilità della fotografia come mezzo di riproduzione, pur riconoscendone i limiti e le finzioni, ed inizia una collezione diventando cliente abituale dei Fratelli Alinari.

Con l’Atlante di immagini, Warburg colloca su grandi pannelli neri le riproduzioni fotografiche di opere d’arte, dall’antichità al Rinascimento, affiancate a ritagli di giornale, pubblicità contemporanee, cartoline, francobolli e pagine di libri, tracciando così la permanenza nel tempo di miti, figure, parole e simboli, allo scopo di indagare i meccanismi che si celano dietro alle tradizioni occidentali.

Aby Warburg, Bilderatlas Mnemosyne, panel 47 (recovered), photo: Wootton / fluid; Courtesy The Warburg Institute, London

La relazione tra le opere sui pannelli, indipendentemente dalla loro origine temporale e geografica, genera una rete di particolari connessioni e può considerarsi a tutti gli effetti una tecnica culturale di rivelazione. L’intenzione di Warburg non era quella di parlare per immagini, ma di usare le immagini come veicoli di esperienza, di pensiero e di analisi.
Memoria perciò non come luogo del ricordo del passato, ma come elemento vivo di coscienza stratificata.

Aby Warburg, Bilderatlas Mnemosyne, panel 77 (recovered), photo: Wootton / fluid; Courtesy The Warburg Institute, London

Inoltre, citando Bernd Schererer: “(Warburg) Non cerca connessioni generali, ma piuttosto la natura specifica di ciascuna di esse. Sono gli atti di percezione dello spettatore a disegnare le relazioni tra le singolarità. L’intuizione emerge da un processo di navigazione tra i pannelli e tra le immagini, da un lato, esplorando relazioni del tutto tangibili tra le immagini disposte da Warburg; dall’altro, aprendo uno spazio fondamentalmente illimitato di possibilità per lo spettatore di creare le proprie relazioni dinamiche. Il processo evita consapevolmente di definire significati, mentre gli spazi tra le immagini alludono al regno dell’ignoto. In altre parole, stiamo navigando senza una mappa completa in spazi che collegano il noto e l’ignoto.”

Aby Warburg, Bilderatlas Mnemosyne, panel 39 (recovered), photo: Wootton / fluid; Courtesy The Warburg Institute, London

Un esempio è la tavola 55 di Mnemosyne dove viene proposta la presenza ricorrente della figura della ninfa, partendo dai sarcofagi antichi passando attraverso la mano di Raffaello, fino ad arrivare a un’opera moderna come La colazione sull’erba di Édouard Manet.

Con lo sguardo di oggi è facile constatare come questa modalità di studio, ambiziosa e sperimentale, abbia le caratteristiche dell’interdisciplinarità, e permetta nuove modalità di relazione col mondo, al di là dei sistemi di ordinamento canonici.

Aby Warburg: Bilderatlas Mnemosyne – The Original Sep 4–Nov 30, 2020 Installation view © Silke Briel / HKW

A corollario dell’allestimento sono presenti 20 preziose fotografie inedite accessibili prima d’ora soltanto nell’archivio dell’Istituto di Warburg. La maggior parte realizzate verso la fine del 1928, provengono dalle precedenti versioni dell’Atlante e sono presentate sotto forma di grandi stampe dei negativi originali in bianco e nero.

Aby Warburg: Bilderatlas Mnemosyne – The Original Sep 4–Nov 30, 2020 Installation view © Silke Briel / HKW

Arricchiscono la mostra due nuove pubblicazioni edite da Hatje Cantz: la prima è uno speciale volume in-folio che illustra in alta risoluzione tutti i 63 pannelli dell’Atlante, più 20 pannelli che documentano versioni precedenti (con testi di Axel Heil, Roberto Ohrt, Bernd Scherer, Bill Sherman e Claudia Wedepohl). La seconda pubblicazione, disponibile dalla primavera 2021, riguarda un volume con testi di approfondimento redatti dai curatori del progetto.

Mirko Bonfanti

https://www.hkw.de/