In occasione del centoventesimo anniversario della sua fondazione, avvenuta ad Anghiari il 13 agosto 1905, la Banca di Anghiari e Stia Credito Cooperativo ha presentato “Centoventi”, un progetto editoriale di ampio respiro volto a documentare l’identità economica e sociale delle vallate tra il Tevere e l’Arno. L’iniziativa non si configura come una semplice celebrazione istituzionale, ma come un’analisi visiva e narrativa del tessuto imprenditoriale locale, esplorando il legame profondo tra l’istituto di credito e le realtà produttive che hanno segnato lo sviluppo delle comunità di riferimento.
Il cuore visivo dell’opera è affidato a Giovanni Santi, fotoreporter di fama internazionale, la cui sensibilità documentaristica è stata scelta per ritrarre i volti e i luoghi di chi, in questi territori, ha deciso di fare impresa. Attraverso lo sguardo di Santi, la fotografia diventa lo strumento per indagare le analogie tra il modello del credito cooperativo e lo spirito delle aziende d’eccellenza: la resilienza, la cura del dettaglio e l’attaccamento alle origini. Le immagini dialogano con i testi dello scrittore Andrea Merendelli, mentre l’impostazione grafica e promozionale è curata da Andrea Valbonetti.
Il progetto si articola in cinque pubblicazioni di pregio, ciascuna dedicata a specifiche filiere che rappresentano l’ossatura storica e contemporanea del territorio. Si spazia dai “Fili d’erbe e di tessuti” — dove la fotografia esplora il settore officinale di aziende come Aboca e l’antica arte tessile dei panni casentinesi — ai “Solchi di terra e di farine”, dedicato alla tradizione molitoria e alla panificazione, ambiti in cui l’obiettivo di Santi coglie la matericità del lavoro manuale e dei processi naturali.
Il percorso documentale prosegue con “Sapore di sali e tabacchi”, un’indagine visiva sulle eccellenze agroalimentari e la storica coltivazione del tabacco in Valtiberina, per poi spostarsi su “Preziose impronte”. In questa sezione, la narrazione fotografica mette in risalto il contrasto materico tra l’oreficeria di matrice etrusca e l’industria calzaturiera, evidenziando come il design e la tecnica si fondano per raggiungere mercati internazionali partendo da una dimensione locale.
A completamento della ricerca editoriale, il corpus fotografico di Giovanni Santi sarà protagonista di una mostra dedicata presso la Chiesa di Sant’Agostino ad Anghiari, visitabile dal 24 aprile al 3 maggio. L’esposizione assume un valore critico di rilievo grazie alla curatela di Federico Emmi, direttore di Discorsi Fotografici. La sua supervisione ha permesso di tradurre la complessità del racconto d’impresa in un percorso espositivo rigoroso, capace di esaltare la forza dei singoli scatti e la coerenza visiva dell’intero progetto, offrendo ai visitatori una chiave di lettura professionale e autoriale sulle trasformazioni del territorio.
Sotto il profilo editoriale, “Centoventi” si presenta come una collana curata nei dettagli tecnici e redazionali, pensata per offrire una testimonianza tangibile di una crescita condivisa. L’opera di Giovanni Santi, nell’allestimento curato da Emmi, restituisce una visione d’insieme organica, dove il ritratto umano e la fotografia industriale si fondono per raccontare un ecosistema che, in centoventi anni, ha saputo trasformare la tradizione in una risorsa economica e culturale di primo piano.